PICCOLI SOGNI STRANI

"Non sogno mai. O meglio, era da molto tempo che non sognavo. L'estate dello scorso anno, ho sognato per tutte le notti trascorse durante un breve soggiorno in un casale della Toscana. Si trattava di brevi visioni, tante brevi visioni nelle quali mi vedevo in luoghi piu' o meno noti ed in presenza di persone che parlavano tra loro, dialogavano, erano complici, ma si trattava di persone che, nella vita reale non si conoscevano nemmeno. Maturai l'idea che ogni tipo di "interferenza" o combinazione, potesse essere possibile. Non vi era limite alle possibilita' con le quali il sogno poteva svilupparsi. Accadeva veramente di tutto.
In quei giorni ho avuto realmente l'impressione di vivere un viaggio attraverso queste confuse e irrazionali alchimie oniriche.
L'idea del disco mi e' venuta qualche tempo dopo. Volevo che questo viaggio si concretizzasse in un mio nuovo capitolo musicale vivendo le stesse incoerenze, le stesse stranezze di quei sogni, e sopratutto, ritenere superflua qualsiasi "consuetudine musicale" e regola su come un disco dovesse essere realizzato. Ne e' venuto fuori un concept album in parte autobiografico. E' un album "facile" dal punto di vista musicale, ma difficile nell'ascolto. Ad un solo primo ascolto, non si riesce a percepire e collegare tutte le sfumature, i richiami tematici...
Ci sono dei riferimenti precisi ad ognuno dei 18 brani. Ci sono dei significati che ho cercato di sottolineare con 18 fotografie inserite in copertina.

Queste immagini contribuiscono a trasmettere in modo piu' evidente il concetto del viaggio che pero', non riguarda solo me.
I brani si riferiscono a piu' persone, persone che ho conosciuto, e che a loro modo hanno vissuto o stanno vivendo il loro viaggio. E' quindi un intreccio di storie vissute in prima persona con storie di altri. Non voglio essere piu' preciso perche' la mia speranza, e' che tutti coloro che ascolteranno questo mio nuovo lavoro, potranno trovare in esso, le proprie esperienze,
i propri ricordi, vivendo un loro personale viaggio".

"Avrei voluto suonare tutti gli strumenti... non per megalomania. Credevo che se avessi lavorato interamente ad ogni brano avrei potuto con piu' onesta' rendere l'idea di cio' che avevo in mente.
Mi sono ritrovato per la prima volta ad affrontare un lavoro "intimo". Non era pero' nelle mie possibilita' suonare molti degli strumenti che sono stati utilizzati nell'album.
Sono rimasto colpito dai musicisti che hanno collaborato alle registrazioni. Sono rimasto colpito dalla sensibilita' con la quale hanno arricchito i miei arrangiamenti, e dalla loro voglia di partecipazione.
Ringrazio in particolare Sergio Di Natale, per aver contribuito oltre che come "il batterista", anche come compositore. Miriam e' un brano straordinario fatto apposta per il mio progetto...
Ringrazio i miei "compari" Salvatore Ponte, Antonino Talamo, Mario Sapia, Marco Spedaliere, con i quali ho condiviso tanta musica e tanta strada... e anche questo disco.
Ringrazio Davide Costagliola. La sua performance su "Acqua" mi ha fatto cambiare i programmi.
Ringrazio Claudio Spinelli per aver fatto di testa sua su "Burqa".
Ringrazio Massimo Spinosa perche' non avrei potuto chiedere di piu'.
Ringrazio Giorgio Scognamiglio per sua disponibilita'.
Vorrei infine ringraziare Alessandra Alessandrini, Marta Sampogna, Roberto Radice, Ciro Di Ronza, Ottavia Alessandrini che hanno reso possibile il completamento del lavoro con i loro contributi fotografici. La copertina realizzata da Carlo Ventura, la considero parte integrante dell'opera...e' come se anche loro avessero suonato con me.
Buon ascolto."

Fabrizio Alessandrini

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Korogocho non e' solo un'accozzaglia di baracche. Questo sito non e' solo una miscellanea di informazioni, news, immagini. Noi non siamo solo fisicita' limitata e limitante.
Korogocho e' un sogno, non perche' sia un sogno vivere li', anzi, ma nelle persone che vi abitano, nella terra su cui e' adagiata la baraccopoli, e' contenuto il sogno di cio' che sta divenendo ma non e' ancora. Questo sito e' un sogno che vuole essere simbolo e punto di riferimento per chi - in tanti slums nel Sud del mondo ma anche in questo nostro mondo dell'apparente benessere e segnato da ingiuste lacerazioni, come i tragici scenari di Rosarno portano alla luce ed esibiscono - sta credendo in idee, progetti, esperienze e sogni realizzabili che ridonino dignita' umana a ogni vita offesa, umiliata, oltraggiata, sfruttata, schiavizzata. Noi siamo un sogno perche' possiamo essere capaci di speranza, che e' l'attuazione della resistenza, del tenere duro ancora un poco, insistere, non mollare, impegnarci. Noi siamo un sogno perche' possiamo dare possibilita' di futuro, un futuro possibilmente diverso da come oggi viene commercializzato e pubblicizzato: un futuro che non avra' piu' dolore evitabile, cioe' quel dolore che l'uomo provoca a un altro uomo. Noi siamo sentimenti di cambiamento, di un altro mondo possibile e i sentimenti sono sempre e solo interumani.
E' un sentimento quello che ha provato Fabrizio Alessandrini chitarrista e compositore. Si e' lasciato ispirare dalla lettura del libro di padre Alex Zanotelli "Korogocho. Alla scuola dei poveri" e ne sono nati due brani: "Korogocho" e "Florence", quest'ultimo dedicato a una ragazza di sedici anni della quale Alex racconta nel suo libro.
Questi brani sono contenuti in un sogno, anzi in "Piccoli sogni strani" un album con diciotto brani strumentali e ogni brano e' rappresentato da una fotografia per accompagnare l'ascoltatore alla comprensione dell'album stesso. "Korogocho" ha trovato la sua immedesimazione nella fotografia "Sguardo dalla soglia", mentre "Florence" in "Napenda chapati".

Cosi' mi scrive Fabrizio in uno scambio di mail: "Piccoli sogni strani" e' un "concept album" che lega molte storie tra loro incastrate. Storie vissute direttamente ed indirettamente, ma in fondo mi piace pensare al fatto che ognuno potra' interpretare a suo modo il significato nascosto nelle note della mia musica. Ognuno sogna come vuole...".
Grazie Fabrizio, perche' se Alex Zanotelli ti ha inconsapevolmente ispirato, noi vogliamo sognare insieme, con tutte le persone e i volti di Koch, attraverso questo sito e ascoltando i nostri "piccoli sogni strani", con te Fabrizio e la tua musica.
Per gentile concessione di Fabrizio stesso e della casa discografica NoVoices Records, pubblichiamo la copertina dell'album, un suo scritto e anche il file audio attraverso il quale e' possibile ascoltare il brano "Korogocho".
Altri brani e maggiori informazioni si possono trovare visitando il blog di Fabrizio Alessandrini al seguente indirizzo: http://www.myspace.com/fabrizioalessandrini
Roberto Radice

 

www.korogocho.org

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